La riforma dello sport: le principali novità fiscali

14 Luglio 2023

La Riforma dello sport, entrata in vigore il 1° luglio 2023 con D.lgs. 5.10.2022 n. 163, ha introdotto importanti modifiche e variazioni a livello fiscale.

La Riforma ha stabilito, tra le tante novità, che gli statuti delle associazioni e società sportive dilettantistiche debbano contenere alcuni elementi fondamentali al fine del riconoscimento sportivo, rendendone obbligatorio l’adeguamento entro il 31 dicembre 2023 pena la cancellazione d’ufficio dal Registro delle Imprese.

Le principali modifiche apportate dal nuovo decreto correttivo riguardano la definizione dell’oggetto sociale con riferimento all’esercizio principale di attività sportive dilettantistiche e la ridefinizione del concetto di assenza di fine di lucro.

La Riforma ha inoltre previsto la possibilità di svolgere attività secondarie e strumentali, con limiti e criteri definiti da un successivo decreto attuativo. È stata estesa l’incompatibilità per cariche ricoperte in altre associazioni o società sportive dilettantistiche.

Sono state introdotte semplificazioni per i direttori di gara, che non necessitano più di un contratto di lavoro e possono ricevere rimborsi forfettari per le spese sostenute.

Tra le altre novità troviamo l’introduzione, a far data dal 01 gennaio 2024 di un’esenzione dall’IVA (anche) per le attività didattiche e formative svolte dagli organismi riconosciuti dal CONI e dagli enti sportivi senza fini di lucro iscritti al Registro Nazionale delle attività sportive.

Un’altra rilevante novità riguarda la modifica alla disciplina del rapporto di lavoro sportivo e in particolare:

  • l’incremento da 18 a 24 delle ore per le quali il lavoro sportivo si presume collaborazione coordinata e continuativa “co.co.co.”, fino alle quali cioè non scatta presunzione di lavoro subordinato;
  • la possibilità che l’attività di carattere amministrativo-gestionale resa in favore delle ASD e SSD possa essere oggetto di co.co.co
  • esenzione da base imponibile IRPEF dei compensi di lavoro sportivo nell’area del dilettantismo non fino all’importo complessivo annuo di 15.000 euro;

Alcune disposizioni riguardano poi la sicurezza sul lavoro e i minori, tra cui la definizione delle disposizioni sui controlli medici dei lavoratori sportivi, rinviata a un decreto successivo, e l’esclusione dell’obbligo della visita del medico competente per i lavoratori sportivi che ricevono compensi annui inferiori a 5.000 euro.

Infine, è previsto che con un decreto ministeriale vengano stabilite le retribuzioni e i relativi riferimenti tariffari per la determinazione del premio assicurativo presso l’INAIL.

Alla luce delle nuove norme, il corretto inquadramento del rapporto di lavoro in ambito sportivo-dilettantistico non può che avvenire caso per caso, analizzando caratteristiche e modalità concrete di svolgimento delle prestazioni e delle attività da parte del singolo lavoratore/collaboratore.

Ricorrendone i presupposti, l’inquadramento contrattuale in rassegna dovrà ricadere in una delle seguenti casistiche:

  • lavoro subordinato;
  • collaborazione coordinata e continuativa;
  • lavoro autonomo con possesso di partita IVA da parte del lavoratore;
  • lavoro autonomo occasionale.

Queste modifiche e variazioni fiscali rappresentano un importante cambiamento nel panorama dello sport, che mira a favorire lo sviluppo e la pratica dell’attività sportiva nel futuro prossimo.

Per ulteriori informazioni e supporto riguardo alla Riforma dello sport, vi invitiamo a contattare i nostri professionisti.

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